Datare il passato con le radiazioni

Le tecniche di datazione scientifica consentono oggi di attribuire un’età a qualsiasi cosa, da un osso di dinosauro ad un utensile di selce, con una precisione fino a pochi decenni fa ritenuta impossibile. Ciò ha fornito agli storici una maggiore padronanza della loro materia ed ha permesso loro di costruire modelli del passato sempre più attendibili.

L’applicazione dei metodi scientifici alla datazione cronologica è una innovazione relativamente moderna. La datazione, negli ultimi decenni, si è trasformata da una scienza puramente relativa ad una scienza relativamente esatta. Come è accaduto per quasi tutte le scienze, anche le tecniche di datazione si sono sviluppate e perfezionate in relazione alle richieste che sono andate costantemente aumentando negli ultimi 150 anni. Tuttavia, i metodi di datazione assoluta sono stati perfezionati a partire dagli anni Sessanta.

fossileLa tecnica di datazione più antica – quella relativa – si basa su studi stratigrafici, ovvero sul fatto che dove la roccia è costituita da strati indisturbati, quello più superficiale è ovviamente quello più giovane. Misurando il grado di usura da agenti atmosferici e di erosione, si poteva accertare l’età degli strati di roccia e definire i fossili caratteristici in essi rinvenuti. L’analisi stabiliva una serie di periodi geologici identificabili, che abbracciavano le più antiche rocce precambriane sino ai più recenti depositi quaternari.

Un altro metodo di datazione relativa è quello delle varve, strati trovati nelle argille glaciali e costituiti da sedimenti depositatisi nei disgeli estivi. Misurazioni precise di questi strati aiutarono a datare le ere del Pleistocene e dell’Olocene.

Ma le tecniche di datazione relativa non sono definitive, gli scienziati perciò iniziarono a cercare una maggiore accuratezza in termini di datazione assoluta, utilizzando tecniche basate sullo studio di oggetti e di fenomeni di età nota, come gli oggetti rinvenuti nelle tombe dei faraoni. Il metodo del decadimento radioattivo apparve fin da subito il più promettente.

Il carbonio radioattivo si mescola con quello che circola nella riserva di carbonio della Terra. Gli elementi radioattivi decadono ad una velocità fissa, caratteristica dell’elemento implicato. Il 50% del contenuto in una campione organico decadrà in un certo periodo di tempo, che è chiamato periodo di dimezzamento. La velocità di decadimento del carbonio 14 fornisce mezzi per datare accuratamente manufatti come quelli appartenenti ad epoche medievali che invece furono attribuiti alla preistoria, ma anche di sfatare falsi miti come quelli legati alla Sacra Sindone. La tecnica di datazione col carbonio ha rivoluzionato la datazione delle prime civiltà europee. L’accuratezza della datazione sul C14 si basa su assiomi verificati: si assume che l’attività specifica del materiale organico vivente sia rimasta costante nel tempo e che i livelli di C14 siano universali; inoltre, affinché le stime desunte con il C14 siano attendibili, i campioni devono conservare la loro composizione originale e aver cessato gli scambi con il carbonio atmosferico al momento della morte.