Fisica, che passione

Si avvicina l’inizio dell’anno accademico e chi deve scegliere ancora il proprio percorso universitario ha le ore contate. Nelle facoltà a numero chiuso sono in corso i primi test di ammissione, al solito ci saranno contenti e scontenti, mentre un esercito di laureandi proverà a chiudere la propria esperienza accademica e gettarsi nel mondo del lavoro.

L’ambito scientifico è ancora tra quelli meno battuti in Italia, paese che da sempre ha dato una preferenza alle materie umanistiche. Ancora 10 anni fa si vedeva la prevalenza di Economia, Giurisprudenza, Scienze Politiche, Lettere, Lingue, Psicologia e Pedagogia rispetto a Fisica e Matematica, Biologia e Geologia. In compenso molti ingegneri e pochi scienziati.

Eppure studiare matematica e fisica oggi rappresenta quasi la certezza di trovare un lavoro, soprattutto se ci si orienta nei settori di ricerca più promettenti e nello sviluppo di tecnologie e programmi legati all’informatica e allo sviluppo del web, che ricordiamo non sono ambiti chiusi, ma legati ad altri (ad esempio: costruire dei macchinari o degli strumenti per la medicina o l’aviazione civile che funzionano con dei computer, non è compito di medici o ingegneri, ma degli informatici e dei matematici, quasi sempre).

Sperando di sollecitare la curiosità di qualche matricola proviamo a descrivere quali sono gli ambiti su cui insiste un corso di laurea in fisica, e quali sono le discipline verso le quali è possibile orientarsi, sia per lavorare come autonomi, sia per fare ricerca (tendendo conto che in questi casi le eccellenze italiane spesso hanno pochi fondi a disposizione).

La fisica sperimentale descrive i fenomeni e si impone nella formulazione delle leggi. La fisica teorica si propone di connettere le leggi fisiche in teorie spesso unificanti, procedendo con metodo matematico, che raccoglie ciò che viene dalla fisica sperimentale con ciò che si ipotizza possa avvenire in determinate condizioni. Sheldon Cooper di The Big Bang Theory ad esempio è un brillante fisico teorico. Einstein lo era. La distanza tra fisica teorica e sperimentale è solo didattica, nel senso che prima o poi serve una ricerca sperimentale per comprovare una impostazione teorica, e serve una teoria per dar luogo a un esperimento (celebre quello dell’eclissi per provare l’esattezza delle teorie di Einstein, rimaste non provate per una decina di anni).

La fisica stellare o astrofisica studia la massa, la distanza, la composizione, la temperatura e la vita di tutti i corpi celesti, dai pianeti alle comete, dalle stelle alle galassie. Galileo è stato uno dei primi astrofisici. La fisica terrestre o geofisica si occupa della sismologia, della vulcanologia, della meteorologia. In questi campi le possibilità sono infinite, come si capisce. La fisica dei solidi è un’importante branca che sta assumendo un’importanza sempre più massiccia nelle costruzioni civili e industriali e non solo. La fisica atomica e nucleare è quella che studia la materia nel suo più intimo, con ricerche e applicazioni che vanno dallo studio dell’elettricità alle radiazioni, dai raggi X alla produzione di energia. La fisica tecnica si occupa di applicazioni pratiche: l’acustica degli ambienti, l’illuminazione, in genere tutto il campo della fisica applicata. Basta questa semplice enunciazione per capire che le discipline che possono discendere da una laurea in materia scientifica sono tante e spesso corrispondono a lavori indispensabili e per forza di cosa ben pagati.