La medicina nucleare: sviluppi e tecnologie

Quando si parla di dosi di radioattività nei media spesso si fa riferimento alla misura ricevuta durante una lastra fotografica o una TAC. La disciplina radiologica oggi permette di fare uno screening completo del corpo umano e risulta utile in ogni ambito, da quello meno complicato a quello più grave. Grazie alla medicina nucleare siamo stati portati a definire, finalmente in modo positivo, i materiali radioattivi, che come sappiamo non godono esattamente di una buona reputazione. Sviluppatasi in modo ampio a partire dalla fine degli anni Cinquanta, grazie alla possibilità concreta di riprodurre in modo artificiali numerosi isotopi radioattivi, questa disciplina scientifica, diagnostica e terapeutica, costituisce oggi un felice esempio di collaborazione tra differenti discipline scientifiche. L’utilizzo praticamente scontato della medicina radiologica non deve comunque far dimenticare il problema dello smaltimento delle scorie, che infatti è inserito nel più ampio progetto di smaltimento che spesso ha rallentato lo sviluppo dell’energia nucleare in Italia, abbandonata nel 2011. I protagonisti della medicina radiologica sono i famosi raggi gamma, bene presenti anche nella letteratura e nel cinema, ovvero i raggi X in grado di mettere in risalto l’invisibile e che sono stati spesso oggetto di film demenziali e mezze truffe, basate sull’assunto che farebbero vedere di tutto, sotto i vestiti.

Raggi X e medicina diagnostica

Le radiazioni gamma hanno la particolare proprietà di poter attraversare molti centimetri del tessuto umano, vanno in profondità “vedendo” all’interno del nostro corpo e potendo vedere cosa c’è che non va. Per questo motivo, una traccia di raggi gamma emessi da una sorgente radioattiva introdotta nell’organismo umano, tende a risplendere attraverso il corpo, con una luminescenza rivelata da uno scintillatore, che viene montato su uno strumento molto semplice o far parte di un apparecchio più complesso, chiamato “gamma camera”. Questa è usata proprio per guardare dentro il corpo e tracciare le mappe dove si deposita il materiale radioattivo. Questa procedura di rilevamento appare complessa, ma non lo è affatto per il livello di manipolazione dei materiali radioattivi che hanno i fisici odierni. Ma cosa succede al corpo umano quando è sottoposto a questa dose di radiazioni? Come già spiegato la dose di radiazioni gamma emessa da questi strumenti diagnostici, viene spesso usata e definita in toni benevoli, per classificare la minaccia radioattiva rispetto ad esplosioni nucleari o incidenti a centrali come quella di Fukushima. Il vantaggio principale della medicina nucleare è che la maggior parte delle radiazioni gamma non rimane mai localizzata all’interno degli organi, ma tende a indirizzarsi verso l’esterno.

Differenze tra radiologie classiche e tomografie

Esiste una differenza abbastanza sostanziale tra la medicina nucleare avanzata e le altre tecniche di ricostruzione di immagini dei vari distretti all’interno del nostro corpo, come per esempio la tomografia, la radiografia convenzionale e l’ultrasonografia. Mentre queste riproducono nei fatti l’anatomia di un organo, l’indagine con i radionuclidi ne studia, oltre che la morfologia anche i principi di funzionamento. Le radiografie convenzionali dei reni mostrano che i due organ potrebbero funzionare ed essere sani allo stesso modo. Uno studio nefrografico radioisotopico, può, al contrario aggiungere informazioni decisive sul funzionamento dell’organo in esame, portando dunque a un livello molto più avanzato l’indagine intracorporea.