L’arsenale atomico della Corea del Nord

corea-del-nordTra i paesi appartenenti al cosiddetto club atomico, la Corea del Nord è senz’altro quello più sfuggente. Stato impenetrabile, restio all’ammodernamento, è retto ancora da un dittatore di tipo dinastico, il giovane Kim Jong-Un, che recentemente ha annunciato lo stato di pre-guerra con la repubblica della Corea del Sud, alleata degli Stati Uniti e del mondo occidentale. Gli esperti stimano che l’arsenale atomico coreano si attesti a non più di 10 testate di media potenza, posizionabili in vettori balistici in grado di colpire il Giappone. Molto rumore si è fatto circa questi presunti esperimenti sotto terra. Di sicuro lo stato di Kim Jong-Un è quello più militarizzato al mondo, anche se la maggior parte degli armamenti è di matrice sovietica, molto antiquata. La Corea del Nord è appoggiata e foraggiata dalla Cina, ma a differenza di essa non ha aperto zone di libero mercato, nonostante la comunanza dell’ideologia. Paese popoloso, bello da visitare, è spesso in contrasto con la comunità internazionale e necessita di costanti aiuti economici per contrastare la povertà.

Gli esperti di energia atomica ritengono che la Corea del Nord disponga delle tecnologie necessarie all’arricchimento dell’uranio, passaggio decisivo per produrre il proprio arsenale atomico e punto di principale discussione nella vertenza con l’Iran. Si ritiene che Pyong Yang abbia la capacità di produrre in proprio questi processi per le esistenti miniere e per le industrie in grado di produrre delle copie di vettori ex-sovietici (ICBM). Questi missili intercontinentali secondo i più esperti potrebbero raggiungere le coste dell’Alaska, quanto basta a mettere in allerta costante la diplomazia americana.

Il perché questo stato così arretrato possieda le armi più potenti è da far risalire alla guerra fredda. Anzi, con lo scongelamento dei rapporti tra USA e Cuba, si può dire che la Corea del Nord sia l’ultimo lascito della Guerra Fredda. La Guerra di Corea, scoppiata nel 1950, ha riguardato l’invasione delle forze comuniste del nord, contro le forze repubblicane del sud, sulla base dell’appoggio di Stalin alla manovra. La produzione e conservazione di armi di distruzione di massa però non è legata a questi eventi. Gli Stati Uniti, nonostante la crescente pressione dei militari, evitarono di usare nuovamente armi nucleari in Asia, dopo quelle esplose in Giappone. La produzione di esse in Corea del Nord si deve all’ideologia del grande leader Kim Il Sung, il nonno dell’attuale leader. La sua dottrina detta Juche, prevedeva un socialismo reale autarchico, in grado di tenere in piedi lo stato da solo, compresa l’autodifesa. Mantenere l’ideologia della vittoria costante porta come conseguenza ad avere una maggior tensione e un’incapacità nel tenere rapporti internazionali proficui, che tolgano la nazione dall’isolamento. Per ora, è inutile precisarlo, non si è mai parlato di riunificazione, e ci sono molti timori circa la stabilità della leadership del giovane leader.