Perché in Italia ci sono i terremoti

Anche l’ultimo terremoto dell’isola di Ischia ci ha ricordato che l’Italia è un paese fortemente sismico. Perché in Italia ci sono i terremoti?

Il funzionamento del pianeta Terra è una scienza giovane, la geologia ha fatto passi da gigante a partire dalla seconda guerra mondiale, durante la guerra fredda soprattutto, quando russi e americani hanno disposto dei sensori (i sismografi) per verificare in ogni punto del mondo, che non ci fossero più test atomici illegali.

Grazie a questa tecnologia gli scienziati hanno potuto comprendere come è fatto il nostro pianeta all’interno, spiegando finalmente la deriva dei continenti che è alla base della sismologia. Oggi sappiamo che i terremoti avvengono perché le terre emerse sono sostanzialmente delle grandi placche che galleggiano sul mantello. Sappiamo che la nuova roccia si forma nei fondali marini, da rigonfiamenti noti come dorsali oceaniche. Queste dorsali sono vere e proprie catene montuose sotterranee che allargano il fondale marino. Nel contempo, le forze di pressione del nucleo fuso del pianeta, attraverso dei moti di convezione (che vanno dal basso verso l’alto, grazie alle alte temperature) spingono letteralmente le zattere continentali l’una contro l’altra, in margini detti di subduzione. La tettonica delle placche è in grado quindi di spiegare esattamente come avvengono i terremoti e per quale motivo ci sono le eruzioni vulcaniche e perché queste avvengano in zone precise dette “faglie”.

Le faglie possono essere piccole e grandi, delimitare alcuni blocchi della crosta terrestre o addirittura separare due continenti. In questo ultimo caso le due placche sono destinate a staccarsi: esse sono in frizione tra di loro, scorrendo lateralmente. Ad ogni scorrimento corrisponde una liberazione di energia che dà luogo a un terremoto. Una famosa faglia “trascorrente” è quella di Sant’Andrea in California, che separa la placca nordamericana da quella pacifica.

In altri casi la faglia si dice “diretta”, lo scorrimento tra le due placche è di tipo verticale, come se si formasse uno scalino. Anche in questo caso abbiamo una grossa liberazione di energia, che diventa maggiore se c’è più accumulo di energia.

L’Italia, sfortunatamente, è attraversata dalla gigantesca faglia appenninica, che rappresenta la spina dorsale del nostro paese. Questa faglia risale dalla Sicilia lungo la Lucania, attraversa l’Irpinia, gli Abruzzi, sconfina nel mare, va sù per l’Emilia-Romagna e il Piemonte e infine percorre le Prealpi in direzione ovest-est. È responsabile di tutti i terremoti del nostro paese. In alcune zone intorno alla faglia principale, che separa l’Italia dalla placca nord-africana, ci sono delle faglie minori in costante movimento. Sono queste a provocare i terremoti e sono concentrate nell’Appenino marchigiano, abruzzese, umbro, laziale e tosco-emiliano. A volte dopo una scossa una faglia può sistemarsi, in altri casi invece se ne possono creare di nuove, che quindi mettono le basi per un altro sisma, fino a quando non avrà scaricato la sua energia.

Le zone più sismiche nel nostro paese corrispondono anche a quelle più vulcaniche, proprio perché in genere i punti di fuoco, dove il magma risale attraverso i camini dei vulcani, sorgono intorno alle zone sismiche. Ad esempio, nel Lazio e in Umbria sono presenti numerosi laghi vulcanici (Bolsena, Bracciano, Vico) dall’inconfondibile forma circolare. A sud ci sono i vulcani del Vesuvio, dell’Etna, di Stromboli, i Campi Flegrei, i vulcani sottomarini a largo delle isole Eolie, che fanno parti tutti dello stesso fenomeno tettonico.

perché in Italia ci sono i terremoti

In definitiva, in Italia ci sono tanti terremoti perché l’Italia si trova stretta tra due placche, quella africana e quella europea. La faglia appenninica rappresenta una sorta di confine naturale, quasi un saliente formato tra le due placche ed è perciò molto instabile. L’instabilità è comunque inferiore a quella che si registra al confine di grandi placche, soprattutto nell’Oceano Pacifico, in corrispondenza del cosiddetto Anello di Fuoco. Questo anello è circondato da tantissimi vulcani nella Kamchatka, in Giappone (il celebre monte Fuji), nelle Filippine, in Indonesia, dove lo scorrimento delle placche è in grado di generare tsunami devastanti e ci sono continue eruzioni catastrofiche, in Nuova Zelanda, nelle Hawaii, in Sud America in tutta la zona delle Ande (Cile, Perù), fino a risalire all’America Centrale e ai Caraibi, per tornare in California, nella catena montuosa delle Cascate (dove ci sono i celebri e potenti stratovulcani Rainier e St. Helens) e in Alaska. Altri paesi ai confini di placche molto instabili sono la Turchia, il Marocco e l’Algeria, l’Iran.

La regione meno sismica in Italia è la Sardegna, anche se ogni tanto viene raggiunta da sismi che si producono a largo, nel Mar Ligure, in presenza di alcune faglie, e nel Tirreno, in corrispondenza di alcune faglie sottomarine.