Tutto sul biologico

Con una maggiore consapevolezza verso la nostra salute, rispetto di terreno e animali, e rispetto dell’ambiente decisamente troppo inquinato, il biologico si afferma sempre di più nelle nostre vite, portando frutta, verdura, carne, cereali, pasta, e addirittura dolci. Come quelli fatti “alla vecchia maniera”, ma con metodo biologico, da Gmfoliviero, che sfrutta ricette antiche proponendo torroni, croccanti, cioccolato che ci riportano subito ai tempi andati, al profumo della nostra infanzia, ai valori di un tempo.

L’Italia che rispetta sé stessa

Coldiretti, a proposito di cibo biologico, rivela basandosi su dati Nielsen che nel primo trimestre dello scorso anno, il 2018, le vendite di alimenti biologici sono cresciute di circa il 10% nel nostro Paese. Continua quindi quel trend estremamente positivo che non si ferma e che andrebbe analizzato, come faremo ora.

Gli italiani (6 su 10) scelgono più precisamente questi prodotti biologici quando fanno la spesa:

  • Olio d’oliva extravergine
  • Latte fresco e i suoi sostituti (latte di riso, di soia, di mandorla…)
  • Uova
  • Pani croccanti
  • Confetture e marmellate
  • Frutta secca sgusciata
  • Farro, kamut, in gereale cereali
  • Pasta integrale
  • Biscotti
  • Yogurt intero (e sostituti, come per il latte).

Insomma, è palese che gli italiani amino il biologico. Ma tutto questo, che conseguenze porta? E quali sono i vantaggi? Come fare a riconoscere un prodotto realmente biologico, autentico? È ciò di cui vogliamo parlare.

L’alimentazione biologica

Intendiamo come cibo biologico quei prodotti alimentari che provengono da agricoltura e allevamento biologici. La prima, l’agricoltura biologica, è diversa da quella tradizionale perché evita e blocca nelle sue fasi produttive l’impiego di prodotti chimici e di OGM (Organismi Geneticamente Modificati). Detto brevemente: nel biologico non troverete concimi chimici, anticrittogamici, insetticidi, diserbanti e pesticidi.

L’allevamento biologico, a sua volta, vieta l’uso di antibiotici (o comunque lo limita fortemente), di ormoni, di mangimi chimici o di mangimi OGM. Non solo: questo tipo di allevamento ha sempre meticolosa cura della salute e del benessere degli animali, che tiene liberi da tutte le restrizioni e gli abusi dell’allevamento intensivo. Ovviamente, gli animali sono nutriti esclusivamente da mangimi biologici.

Un primo vantaggio – che è anche una caratteristica – del biologico è sicuramente la filiera controllata. Si definisce quindi biologico un alimento di cui ogni passaggio della produzione è conosciuto.

Ciò che invece occorre sfatare è il mito che il biologico ha più sostanze nutritive. O meglio, generalmente è così ma questo dipende dalla filiera corta cui viene sottoposto, perché maggiore è il tempo che passa da quando frutta e verdura vengono colte maggiore è la diminuzione delle sostanze nutritive.

Il vero vantaggio è l’assenza di sostanze chimiche, di cui abbiamo parlato, che quindi permette a questi prodotti di essere decisamente più sani: nel corpo entrano molte meno tossine, e il metabolismo è facilitato e velocizzato per ciò che concerne lo smaltimento di quello che il corpo ha ingerito. Inoltre, le carni biologiche sono meno grasse e meno caloriche.

Capire se un alimento è davvero biologico

Attenzione ai falsi: a volte capita di pensare di trovarsi di fronte ad un diamante e invece siamo stati fregati con uno zircone.

Questa metafora è molto valida per il biologico, in quanto molto spesso – ahinoi – si usa la dicitura bio/biologico per un prodotto con alcune caratteristiche salutari, che però è privo della certificazione necessaria a discernere davvero un prodotto bio da uno non bio.

Ecco, quindi, gli elementi per riconoscere un alimento realmente biologico:

  • IT: codice ISO, che identifica la provenienza del biologico.
  • BIO: sigla che cambia da paese a paese. Per esempio in quelli anglosassoni si trova la dicitura ORG (che sta per Organic) mentre in quelli tedeschi e scandinavi
  • 111: codice che identifica l’organismo di controllo del prodotto e dell’azienda che lo ha coltivato/allevato.